Gli screening oncologici in Romagna - Comune di Conselice

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Gli screening oncologici in Romagna

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In tutta la regione Emilia-Romagna è possibile sottoporsi agli screening oncologici per individuare in fase iniziale un tumore.  
 Per combattere i tumori esistono infatti due strategie principali:

  • prevenirne la comparsa  , adottando uno stile di vita sano (prevenzione primaria),
  • oppure diagnosticare la malattia il più precocemente possibile  , prima che si manifesti a livello clinico (prevenzione secondaria).

Il test di screening è un esame che consente di individuare uno specifico tumore in fase iniziale e in persone senza sintomi. In particolare, i programmi di screening si sono dimostrati efficaci nel cambiare la storia naturale dei tumori della mammella  , della cervice uterina e del colon retto  . Negli screening della cervice uterina e del colon retto è possibile addirittura evitare l’insorgenza del tumore; quando questo non è possibile, la diagnosi precoce consente comunque di effettuare interventi poco invasivi e non distruttivi.

Nel territorio gli screening oncologici sono stati attivati, come da indicazioni regionali, a partire dal 1996. La popolazione sana, in età giudicata a rischio, è invitata ad eseguire gratuitamente  pap-test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 29 anni; test HPV in età compresa tra i 30 e i 64 anni; mammografia ogni 2 anni per le donne tra i 50 e i 74 anni; mammografia annuale per le donne tra i 45 e i 49 anni; ricerca del sangue occulto fecale ogni 2 anni per donne e uomini tra i 50 e i 69 anni.

Il “percorso” di ogni cittadino che partecipa al programma di screening prevede, qualora ritenuto necessario, ulteriori esami di approfondimento tutti gratuiti.

In Romagna l’adesione allo screening mammografico si avvicina al 75%,  con picchi di adesione prossimi all'80% nella provincia di Ravenna. Con lo screening mammografico è stata dimostrata una riduzione significativa, compresa tra il 20 e il 30%, dei casi di tumore in fase avanzata: tutto ciò ha reso possibile interventi chirurgici e terapie meno aggressive a notevole beneficio della qualità di vita delle pazienti. Allo stesso modo è dimostrata una riduzione di mortalità per tumore alla mammella di circa il 25%.

L’adesione allo screening per il tumore del collo dell’utero  si aggira sul 60%. Questo screening in 20 anni ha consentito di diagnosticare migliaia di lesioni precancerose, trattate in ambulatorio evitando la loro probabile progressione a tumore.

L’adesione allo screening del colon retto , infine, è circa pari al 53%.

In Emilia-Romagna, prima dell’inizio di questo screening, ogni anno venivano diagnosticati circa 4.000 tumori del colon retto, attualmente i nuovi casi l’anno sono meno di 3.000 e sarebbero ancora di meno se più persone aderissero al programma di screening.

Un'analisi condotta partendo da questi risultati ha stimato nella popolazione della regione invitata allo screening una riduzione di mortalità, dopo solo 8 anni dall'attivazione del programma, pari al 31% a fronte di un'adesione al di poco sopra al 50%. La riduzione di mortalità sarebbe certamente maggiore, se aderisse tutta la popolazione invitata

Ricordiamo infatti che solo un livello di adesione costantemente al di sopra degli standard internazionali può permettere il raggiungimento dell'obiettivo principale degli screening e cioè la riduzione di mortalità per questi tre tumori  , pertanto tutti i nostri sforzi sono orientati ad incrementare il più possibile l'adesione dei cittadini ai programmi di screening oncologici.