Al via i percorsi ciclabili verso il Delta del Po - Comune di Conselice

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Al via i percorsi ciclabili verso il Delta del Po

 

Un-area-di-sosta-all-acute-interno-del-percorso-ciclabile

Dal cinquecentesco molino di San Patrizio ci si protrae con lo sguardo fino a toccare gli ultimi lembi di quanto rimane dell'antico Po di Primaro, con le distese d'acqua della Valle Santa e dell'oasi naturalistica di Campotto: una delle zone umide più vaste dell'Italia settentrionale, che, con i suoi boschi ed argini, costituisce l'ambiente ideale per molte specie di uccelli migratori. In sintesi, é questo il percorso pedonale e ciclabile proposto dall'Amministrazione Comunale, che attraversa i centri abitati di San Patrizio e Conselice, passando all'interno del bosco di via Gabriella Dalle Vacche, per addentrarsi poi nel nord ovest del territorio comunale tra le terre coltivate e l'azienda agrifaunistica Massari, fin sugli argini del torrente Sillaro. La realizzazione del progetto, sviluppato dall’architetto Aida Morelli e finanziato per oltre il 40% dai programmi comunitari Leaders Plus , si è appena conclusa. Il cantiere organizzato da Gama Ravenna è stato tolto e adesso i nuovi sentieri bianchi di calcestre permettono di entrare all'interno del Parco del Delta del Po, verso Campotto e Comacchio.

Un-dettaglio-del-percorso

In termini di continuità ambientale, questo itinerario vuole far riscoprire ai cittadini residenti ed ai visitatori un paesaggio naturale ed un altro - frutto di lunghe bonifiche - che mantiene un proprio fascino ed una propria peculiarietà.Nel percorso un paio di oasi di sosta con pannelli illustrativi e piccoli manufatti ispirati ai vecchi capanni in legno e paglia delle nostre zone. A differenza del passato, però, questi manufatti sono stati trattati per essere conformi alle norme di sicurezza attuali. Quello proposto dall’Amministrazione comunale è un viaggio dentro la storia di questo territorio, che racconta del faticoso riscatto sociale della sua gente, molto spesso vittima di un ambiente malsano e dove la terra si perdeva con troppa facilità dentro l'acqua. Come testimoniano le cartografie storiche dell'800, Conselice era caratterizzata da zone d'acqua estese, attraversate da ambienti boschivi e larghe radure. Dentro questo cammino ci sono ancora le testimonianze di un legame indissolubile tra le attività lavorative dei conselicesi e la propria terra. Edifici come il magazzino del riso e la manifattura dei tabacchi raccontano di un passato recente e si offrono al loro recupero, in un futuro dove riemergono nuove aree umide e boschive, all'interno del tradizionale paesaggio agricolo, recuperando così un'antica vocazione naturalistica. Questa nuova tendenza é confermata dalle nuove zone di protezione speciale a Conselice e a Lavezzola, caratterizzate da habitat umidi, che coniugano gli obiettivi di protezione idraulica dei centri abitati con l'esigenza di conservare e ripristinare la qualità di un ecosistema originario.

Le foto sono state realizzate da Marco Bottazzi di Gama Ravenna