Un monumento per la libertà di stampa - Comune di Conselice

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Un monumento per la libertà di stampa

 

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Una vecchia macchina da stampa a pedale simile a quella utilizzata dagli stampatori clandestini, che durante la lotta di Liberazione lavorarono ininterrottamente per informare di quanto sul fronte del CLN, alle spalle le lastre impresse con le testate dei giornali che si stampavano e sopra le bandiere di un Italia liberata e di un Europa unita, che solo solo sessant’anni fa era nei sogni e negli ideali di chi combatteva. Si suggella così un periodo epico della storia di questo territorio dove un complesso di tipografie clandestine pubblicarono testate tra loro le più diverse (Il Garibaldino, il Combattente, L’Unità, L’Avanti, La Voce repubblicana, Terra e Lavoro, La Scintilla, Noi Donne) ed un innumerevole quantità di volantini e manifesti utili alla logistica della guerra di Liberazione. Domani mattina, alle ore 10, il monumento, che fissa nella memoria collettiva lo sforzo di quanti hanno operato nel silenzio quotidiano della guerra e di quanti sono caduti, verrà inaugurato alla presenza del Sindaco Maurizio Filipucci , il Presidente della Regione Emilia – Romagna, Vasco Errani , dell’On. Massimo D’Alema , il cui padre fu caporedattore della tipografia clandestina, di Ivano Artioli , Presidente provinciale dell’Anpi di Ravenna e Franco Siddi , Presidente della Federazione Nazionale della Stampa. L'iniziativa è organizzata da un largo Comitato promotore di cui fanno parte, tra gli altri, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Ravenna, l'Associazione dei Comuni della Bassa Romagna, la Federazione Nazionale della Stampa e l'Ordine dei Giornalisti, oltre all’Amministrazione Comunale e L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Alle 11 il Giampietro Saviotti , consigliere nazionale della FNSI e Camillo Gaiba Presidente dell’Associazione Nazionale dell’Associazione della Stampa dell’Emilia – Romagna, consegneranno agli studenti di Conselice il tricolore  lo stesso che dal 1797 fu adottato dalla Repubblica Cispadana a Reggio Emilia e che rappresenta, insieme, l'unità della Patria e la libertà di tutti i cittadini. «Anche la libertà di stampa, come tutte le libertà civili e politiche moderne – sottolinea Maurizio Filipucci – trova la sua lontana origine nella lotta di donne e uomini per la loro emancipazione da ogni vincolo di sopruso materiale e spirituale per il diritto di espressione e per la libertà religiosa, elementi che si sono fortemente radicati come convinzioni inalienabili, un diritto universale». La manifestazione inaugurale terminerà poco prima di mezzogiorno con la benedizione del monumento.