
v. G.Garibaldi 14, 48017 Conselice (RA)
C.F./P.I. 00203130398
Villa Todeschi o De Marches Péval
epoca: settecento
località: Spazzate Todeschi - Conselice
La collocazione isolata di questa villa, raggiungibile percorrendo la lunga carraia che attraversa uno spoglio paesaggio di terreni a larga, risultava certamente di grande spicco fino a pochi decenni fa; oggi, trovandosi al centro di un insediamento aziendale formato da capannoni e ampi piazzali, ha perso il risalto paesistico, ma conserva interessanti caratteri tipologici. In primo luogo si evidenzia l'adozione dell'impianto a piano rialzato, caratteristico delle zone di recente bonifica per motivi di natura pratica ancor prima che formale: connotazione riscontrabile, particolarmente per l'antica valle di Lugo, nelle residenze Manzoni di Frascata e Passogatto, nello scomparso palazzo Carandini alla Marmana, ma anche in altre zone similmente caratterizzate, come le valli lungo la via Reale (villa Savoia di Glorie). L'edificio, tuttora abitato, è in buone condizioni manutentive; all'interno è conservato l'androne interamente dipinto, con una caminiera a stucco in una stanza adiacente all'ingresso. Dell'annesso oratorio, dedicato a Sant'Alberto Magno, ora in stato collabente, si hanno notizie con la visita del vescovo di Imola Marelli (uglio 1748).
Villa Vacchi – Suzzi
Epoca:fine Seicento
Località: Chiesanuova di Conselice.
Villa Anche questa villa è imperniata sul consueto schema dell'androne centrale, che distribuisce due stanze per lato. Essa è caratterizzata tuttavia dalla prevalenza dei pieni, che valorizzano le modanature, essenziali e di notevole eleganza: i risalti del portale, i marcapiani, le lesene angolari, le cornici in stile barocco e la simmetrica apposizione degli stemmi (a sinistra quello dei Vacchi - famiglia originaria di Massalombarda, poi trasferitasi ad Imola, proprietaria della villa fin dagli anni Venti - e a destra quello dei Suzzi). Quasi a ribadire il rigore formale della composizione, il fabbricato si pone esattamente al centro del lotto a giardino con la semplice volumetria scevra da addizioni: le funzioni coloniche e di servizio sono allocate in un edificio secondario che giunge a sfiorare lo spigolo nord-ovest della villa. All'interno vi sono alcuni busti di membri della famiglia Suzzi. Decorazioni dell'ultimo Ottocento abbelliscono i soffitti, mentre sulle pareti alcuni trompe-I'oeil, di autore ignoto, raffigurano zone paludose, soggetti non facilmente riscontrabili in temere similari.
Villa Verlicchi
epoca:ottocento
località: Lavezzola
La villa è distribuita su tre piani con nove vani e sei accessori, un proservizio ed un parco circostante di 4.300 mq. Nel 1975 il Comune di Conselice l'acquistò dal signor Marcello Verlicchi per la somma di 80 milioni di lire, per utilizzarla come asilo nido. La facciata ricalca il modello neoclassico, secondo la tendenza estetico-architettonica dell'ultimo Ottocento. Tipico esempio di ripresa tardo ottocentesca dello stile neoclassico in chiave storicistica, il fronte di questa villa viene nobilitato dall'uso del finto bugnato al piano terreno, dal timpano con stemma e dal robusto cornicione a dentelli. D'altro canto, le proporzioni corrispondono ai canoni della residenza borghese, con il sostanziale abbandono della gerarchia, che in antico distingueva la zona nobile dai livelli secondari, la finestratura del secondo piano si uniforma per dimensioni e trattamento a quella del primo, nonostante sia impostata a livello del pavimento. A testimonianza del gusto eclettico, si possono notare i pilastri della cancellata, a pianta romboidale, che seguono l'angolazione del viale di accesso.
Villa Fernè
epoca:sette/ottocento
località: Lavezzola
Si ha notizia di un primo nucleo abitativo, appartenuto ai Bentivoglio d'Aragona, già nel XVIII sec. Nella prima metà dei XIX sec. l'edificio fu acquistato da Daniele Ferné, che sposò Lavinia dei Principi Lancellotti di Roma. La villa e tutte le sue pertinenze danno vita ad un complesso di notevole articolazione tipologica e costruttiva, sviluppatosi per addizioni fino a configurare uno schema a corte chiusa che si apparenta al palazzo urbano più che al nucleo rurale tradizionale. II parco-giardino formale, la limonaia e una seconda corte di servizio con ampi spazi per magazzini e cantine, oggi in parte demoliti, stanno a dimostrare la moderna evoluzione della villa come polo direzionale e produttivo a capo di vaste tenute, ma autonomo per localizzazione. Nonostante l'apparenza, anche villa Ferné nasce dalla classica impostazione a blocco quadrangolare, che tuttora emerge nel cortile interno con le semplici fattezze d'origine, mentre in facciata l'intervento nobilitativo, presumibilmente tardo ottocentesco, venne esteso anche all'ala destra.
Casino delle Galvane
epoca: seicento
località: Frascata
L'allargamento del canale Fossatone e il rialzo della via Predola premono oggi al fianco di questa che è la più antica costruzione della zona del Bonacquisto, ad occidente della provinciale Bastia; essa sorse nel XVII secolo in un ambiente dai connotati in gran parte vallivi. La tenuta fu di proprietà della famiglia Galvani (altro casato bolognese che, come i Bentivoglio e i Marconi, estese i suoi interessi al territorio della Bassa Romagna) fino al 1699, anno della vendita ai Dal Buono di Lugo, i quali ne curarono l'appoderamento e la dotazione di fabbricati colonici e servizi; la casa padronale era infatti l'unico edificio in muratura, mentre i lavoranti abitavano in capanni di canne. Oltre alla dimora delle Galvane, dotata come afferma Angelo Francesco Babini «di un piccolo porto e di una chiesa che sorgeva ove ora passa il Fissatone», i nuovi proprietari eressero un secondo edificio, chiamato «Ca' nova» o palazzo Dal Buono, all'estremità della carraia che dava accesso alla tenuta da via Bastia e che tuttora porta il loro nome (edificio oggi frazionato e molto alterato).
Villa Raffi – Morigi
epoca: cinque/seicento
località: San Patrizio
In passato la villa fu residenza di campagna della famiglia Raffi. Giovanna Raffì andò in sposa a Lorenzo Morigi (Ravenna 1895 Bologna 1962), detto Renzo, olimpionico a Los Angeles nel 1932 - medaglia d'oro nella specialità pistola automatica - e vicesegretario nazionale del PNF dal '33 al '35. L'edificio, a pianta esattamente quadrata, ha facciate di estrema sobrietà con una sostanziale uniformità dei fronti. Originale la soluzione del fronte su via Tagliata, dove due cancelli identici si dispongono simmetricamente ai lati dell'oratorio, ora sconsacrato, dedicato alla Beata Vergine del Buon Consiglio, copatrona di San Patrizio e festeggiata, secondo la tradizione, nel mese di settembre. Ipotizzando che i due cancelli corrispondano a due accessi (casa è presumibilmente del Cinquecento padronale – parte rustica; quest'ultima collocata nella parte retrostante) si tratterebbe di una variante formale che annulla la consueta gerarchia degli accessi in nome dell'estetica e del decoro.
Palazzo Fabbri
epoca: ottocento
località: Conselice
L'edificio venne costruito dall'Opera Pia Tarlazzi di Conselice sul fondo Piazzetta. Nel 1918, palazzo e terreno furono acquistati da Gustavo Bertuzzi, possidente, originario di Molinella e domiciliato a Conselice, e da Giuseppe Giovannardi di Fiorenzuola, residente a Firenze. L'anno seguente il palazzo, utilizzato come abitazione e come bottega, venne venduto ai fratelli Alfeo e Balilla Fabbri. In seguito la proprietà passò nelle mani dell'avvocato Silvio Fabbri, di origine conselicese, ma operante a Ravenna. Nel 1982 l'imprenditore conselicese Arnaldo Toschi lo acquistò dal Fabbri e lo ristrutturò per ricavarne l'Hotel Selice. Infine l'edificio fu acquisito dalla Cooperativa Sociale "Atlas" di Imola e trasformato in una struttura a valenza socio-sanitaria con residue funzioni di albergo e ristorante.
Casa Morgagni
epoca: fine Seicento
località: Chiesanuova di Conselice
L'edificio si trova a fianco dell'ex oratorio di Santa Barbara; entrambi risultano della fine del Seicento. Dopo essere stato di proprietà del marchese Giulio Sacrati e dei duchi Massari di Ferrara, nel 1912 fu acquistato dal possidente Livio Morgagni, trasferitosi a Chiesanuova da Imola. All'interno sono state effettuate radicali ristrutturazioni.