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27/08/2008

Una sagra che si riempie di solidarietà

all'interno dello stand gastronomico

Ricotta e parmigiano del migliore, sottolineano i responsabili della manifestazione e come garanzia mettono sul tavolo i 24 anni della Sagra del Tortellone che puntualmente ritorna a fine agosto con le sue migliaia di piatti di tortelloni e di castrato di bacchetta, conditi con del buon verdicchio. La ricetta è semplice: una buona sfoglia, come la si fa in casa propria e le dosi di Libera Piatesi che, con i suoi quasi 80 anni, continua a sovrintendere la preparazione dei suoi tortelloni, senza farsi intimidire dal loro successo. È lei che si occupa degli impasti e per un mese lavora con una trentina di volontari nella trasformare gli ingredienti di questo piatto particolarmente rinomato. Nella sede del comitato tra i tavoli imbiancati dalle tovaglie regna per un mese l’odore di alcuni quintali di farina che si mescolano alle migliaia di uova, poi il sapore di un parmigiano ben stagionato si stempera nella ricotta scelta dopo diversi assaggi tra i diversi caseifici. Ma il segreto sta ancora una volta nelle dosi della signora Piatesi, in un impasto che dopo la cottura mantiene tutta la sua fragranza. Questo impasto il comitato della Sagra lo tiene gelosamente nascosto e ne cura il segreto con la stessa animosità della prima edizione, quando un gruppo consistente di cittadini decise di fare di San Patrizio qualcosa di insolito, qualcosa di più grande del paese che allora contava ottocento anime, stretto tra Conselice e Massa Lombarda. La festa e la beneficenza all’Istituto Oncologico Romagnolo sono stati il modo migliore per celebrare questa volontà che ha saputo mietere un successo di pubblico considerevole. Dietro le quinte il lavoro di un intera comunità, che con la sagra ha recuperato una capacità di dialogo interno che altrimenti poteva andare perduto. Lo sforzo dei pionieri era quello di recuperare questa identità e questo spirito di gruppo dentro questa sagra di fine agosto: dal compianto Orazio Penazzi a Gina Zappi, da Piatesi Giovanni al responsabile Primo Gulminelli, per citare solo alcuni tra i fondatori della manifestazione sanpatriziese. Il risultato dimostra che ci sono riusciti, rendendo questo nostro piccolo paese riconoscibile in tutta la Romagna. Oggi San Patrizio sa ritrovarsi insieme dentro la Sagra, lavora unito nella sua preparazione e coltiva con orgoglio le risorse e le sue energie umane, sapendosi conquistare un consenso che solo vent’anni fa sembrava impossibile. Quest’anno la Sagra apre sabato prossimo, all’imbrunire, con lo stand gastronomico a disposizione di tutti i visitatori, le bancarelle dei mercatini e l’orchestra di Davide Morri. Domenica mattina si ricomincia alle ore 9 con il 24° raduno nazionale di moto d’epoca, poi tutti di nuovo dentro lo stand gastronomico, dopo aver fatto visita ad una singolare mostra di bambole organizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. La sera si annuncia intensa con l’apertura dello stand gastronomico alle 18,30, l’orchestra di Andrea Scala alle 21 e l’eccezionale spettacolo pirotecnico alle 23. Il programma della sagra si chiude lunedì sera con una festa dedicata allo sport locale. Motivo di eccellenza, oltre alla gara podistica è avere la squadra di calcio locale in promozione dopo un anno passato nella prima categoria. Sarà anche questo un motivo di festa per una comunità che dentro questa sagra ritrova tutti i suoi giovani ed i suoi anziani. Il ricavato di questi giorni di festa verrà devoluto in beneficenza all’Istituto Oncologico Romagnolo.