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24/04/2010

Medaglia d'Onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri a due deportati Conselicesi

Medaglia d'Onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri

La consegna ufficiale delle medaglie d’onore della Presidenza del Consiglio dei Ministri a due deportati conselicesi nei campi di lavoro tedeschi, chiuderanno domani mattina le celebrazioni del 65° anniversario della liberazione a Conselice. Dopo la Santa Messa e l’orazione ufficiale tenuta dal Senatore Vidmer Mercatali, in piazza Foresti alle ore 10, il Sindaco Maurizio Filipucci consegnerà la preziosa onorificenza a Sante Ferroni e Nello Golinelli con una cerimonia nella Sala Rossa del Muncipio alle ore 11. Entrambi, poco più che ventenni si trovarono con la loro Compagnia militare allo sbando dopo l’8 settembre. Catturati dai tedeschi furono deportati nei campi di lavoro in Germania e vi restarono fino alla fine della guerra. Sante Ferroni, ormai in abiti borghesi, fu tradito dalle scarpe militari e si trovò dopo alcuni giorni a Merane in Bassa Sassonia, prima all’interno di una fabbrica tedesca poi come netturbino per le vie della cittadina bavarese. Nei tempi duri dell’offensiva alleata trovò comunque la solidarietà dei civili tedeschi e dopo essere stato operato di appendice e curato da una pleurite ritornò in Italia nel luglio del 1945. Più duro fu il carcere di Nello Golinelli che da Fiume fu portato fino ai confini con l’Olanda, per poi essere trasferito in un campo di lavoro a 10 km da Dortmund per lavori forzati nelle miniere di carbone della Rhur. Giorno dopo giorno aspettò la sua liberazione ed il ritorno in Italia alla fine di agosto del ’45. Non sono i soli cittadini conselicesi che hanno ricevuto l’ onorificenza  per essere stati deportati durante la seconda guerra mondiale. Lo scorso anno altri due deportarti sono stati insigniti Giacomo Dassasso, classe 1922, per essere stato per due anni nelle miniere della Ruhr, mentre per Corrado Penazzi, classe 1923, dopo pochi mesi dall’essersi arruolato nell’aeronautica, nel ’43, fu catturato in Grecia dalle truppe tedesche e deportato in uno dei 34 campi di lavoro di Auschwitz. Liberato dall’esercito sovietico a fine gennaio del 1945, ritorno in Italia alla fine di agosto del 1945.