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Stagione teatrale 2008-09

Il Cartellone del Teatro Comunale di Conselice – via Selice 125/A tel 0545 88508 – è prodotto da “Patàka srl”, via Lame 22 - 40122 Bologna. Direttore Artistico del Teatro è Ivano Marescotti. Organizzazione generale, Ufficio Stampa e comunicazione:Ifigenia Kanarà, tel +39 348 7028928,  fax: +39 051 5884844. Email: info@teatroconselice.it
Abbonamento Teatro Comunale: 7 spettacoli € 68,00 interi, € 62,00 ridotti;
Biglietti spettacoli: € 16,00 interi € 13,00 ridotti (minori di 25 anni, maggiori di 65 anni, soci Coop Adriatica);
L'ingresso alla Sala di Lavezzola è libero fino ad esaurimento dei posti
Informazioni e prenotazione Biglietti:
telefonare al numero 348 7095919; email: info@teatroconselice.it,i biglietti si prenotano 5 gg prima dello spettacolo, dalle ore 17 alle ore 20 al numero 348 7095919

 
Stagione teatrale 2008-09
  • Moni Ovadia 1 novembre 2008 - Teatro Comunale ore 21 - Moni Ovadia in «Rabinovic e Popov»

    di e con Moni Ovadia e con Carlo Boccadoro al pianoforte

     

    Rabinovich e Popov sono i due nomi più tipici dell’ebreo russo e del russo ortodosso. Al tempo dell’Unione Sovietica furono il compagno Popov e il compagno Rabinovich. Il loro rapporto fu sempre di natura passionale, segnato da sentimenti contrastanti: ammirazione, diffidenza, odio, solidarietà, amore, rabbia ma soprattutto attrazione fatale. Moni Ovadia, su una piccola scena, con musiche, canzoni, racconti e storielle, traccia schizzi rapsodici del tempo epico e tragico di un’Atlantide che si chiamò U.R.S.S.; canta di uomini e donne che in quell’Atlantide vissero, amarono, sperarono e soffrirono. Donne e uomini, non robot e burocrati come lo sproloquio del cialtronesco revisionismo televisivo vuole far credere. Persone vive, pulsanti la cui memoria è anche la nostra memoria.

     

    Il Sito di Moni Ovadia

     

     
  • Giorgio Comaschi 23 novembre 2008 - Teatro Comunale ore 21 - Alessandra Frabetti in «Campane da salotto»

    Recital da testi di Achille Campanile con la partecipazione di Giorgio Comaschi

     

    Lo spettacolo prende spunto dall'opera di Campanile, di cui è appena ricorso il trentennale della morte. Con Giorgio Comaschi come ospite d'onore della serata, è un occasione rara e preziosa per ricordare e riscoprire l’ironia di Campanile, tra i massimi umoristi del Novecento, autore di numerose opere teatrali e romanzi. Scrive Alessandra Frabetti: “Una volta sembrava che piacesse solo a mia madre, ma poi è arrivata una doverosa consacrazione, quella di Umberto Eco. Storicamente tacciato di conservatorismo, oggi invece Achille Campanile, appare politicamente corretto rispetto al cattivo gusto e alla volgarità. Grazie alla sua ironia e alla sua eleganza, che sono non solo un valore estetico, ma anche etico, può essere assunto come modello di comunicazione garbata ma efficace, sottile ma sempre divertente. Il risultato è un’ora e un quarto di rimpalli di situazioni paradossali ed esilaranti, raccontate o vissute in presa diretta attraverso dialoghi adattati alle nostre personalità di attori e di esseri umani”.

    il Sito web di Giorgio Comaschi

     
  • Gene Gnocchi 8 dicembre 2008 - Teatro Comunale ore 21 - Gene Gnocchi in «Cose che mi sono capitate»

     

    di Francesco Freyrie e Eugenio Ghiozzi con la collaborazione di Ugo Cornia, regia di Massimo Navone

     

    Chiuso all’interno della sua macchina in balia degli spazzoloni rotanti di un autolavaggio, un individuo comincia a riflettere sugli episodi che hanno caratterizzato la sua vita. Mentre gli sovviene alla mente la nascita del figlio nato ventriloquo, viene rapito dalla mafia russa. Da questo momento inizia un vorticoso susseguirsi di avvenimenti come in teatro non se ne sono mai visti ne sentiti. Sono le cose che ti capitano o sei tu che capiti alle cose? Soltanto alla fine, con un colpo di scena che in teatro non si era mai visto, si svela il mistero di un’esistenza così incredibile che al termine della serata lo spettatore potrà dire: “E’ tanto tempo che vado a teatro, ma questa cosa non si era mai vista!”.

     

    produzione ITC

     
  • Paolo Hendel 18 gennaio 2009 - Teatro Comunale ore 21 - Paolo Hendel in «Il tempo delle susine verdi»

     

    di Paolo Hendel e Piero Metelli

     

    In questo nuovo monologo Hendel torna a uno dei suoi argomenti preferiti, l’uomo. La macchina - uomo, con le sue incongruità e i mille problemi di “manutenzione ordinaria”. Solo di fronte a se stesso l’animale uomo si interroga sulle sue fragilità, le sue paure, le sue inquietudini: la solitudine, le malattie, la morte, l’insoddisfazione per come va il mondo… E la mente vacilla. Dietro a tutto, la ricerca della felicità, il bisogno d’amore, da Platone ai reality show, dai versi immortali dei poeti alle bizzarre storie di quotidiana umanità.

     

    produzione AGIDI

     

     
  • Lella Costa 3 febbraio 2009 - Teatro Comunale ore 21 - Lella Costa in «Ragazze»

    Regia di Giorgio Gallione

     

    Partendo dal racconto L’altra Euridice di Italo Calvino, Lella Costa prova a raccontare le donne, il loro andare, incerto ma inesorabile, il voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza; la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, “l’arme e gli amori”, la testardaggine, l’autoironia, il magonismo terminale, la sorellanza che forse é perfino più inquieta della fratellanza; la violenza purtroppo inevitabilmente; e l’inviolabilità, anche, possibilmente. Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte- le “ragazze senza pari” che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche.

    Lella Costa

     
  • Ottavia Piccolo 24 febbraio 2009 - Teatro Comunale ore 21 - Ottavia Piccolo in «La commedia di Candido»

    con Vittorio Viviani, Massimiliano Giovanetti, Natalia Magni, Francesca Farcomeni, Desiréé Giorgetti, Alessandro Pazzi, regia di Sergio Fantoni

    Nella prossima ricorrenza di 250 anni dalla scrittura del “Candido”, ho scritto un testo che è un ironico, graffiante, imprevedibile omaggio alla più grande invenzione di Voltaire. Chi si aspetta di trovare una celebrazione del testo originale resterà deluso. Mi sono infatti divertito a ritrarre in forma teatrale la faccia più scanzonata e irriverente dell’Età dei Lumi. Intorno alle pagine del “Candido” ruota quindi una macchina teatrale rocambolesca. I fatti sono veri: basta leggere “Visita a Rousseau e Voltaire” di James Boswell e immaginate che in un’Europa innamorata di Voltaire inizi a girar voce di un nuovo pericolosissimo libretto dove il grande filosofo metterebbe alla berlina colleghi, Stati, Chiesa, Eserciti. Trapela che il libretto si intitolerà “Candido” e nei salotti non si sparla d’altro, nei circoli letterari c’è attesa e i pensatori di ogni dove tremano all’idea che Voltaire li svergogni. Ma anche le segreterie di Stato, le Ambasciate e il Clero si mobilitano ed è in questo clima spionistico che ho collocato il mio testo, tutto giocato su un libro che dette scandalo ancor prima di essere pubblicato (sotto falso nome). Insomma: il “Candido” nacque come un libro scomodo. Pruriginoso. E forse è per questo che lo trovo irresistibilmente simpatico.
    Stefano Massini

     
  • Ivano Marescotti 14 marzo 2009 - Teatro Comunale ore 21 - Ivano Marescotti in «Detector»

     

    Testo di Francesco Gabellini e con la partecipazione di Gino Pellegrini

     

    Un cercatore di metalli si aggira per le spiagge con il suo metal detector, per recuperare “tesori” perduti, oggetti che sono in realtà la metafora della sua identità. La “Riviera” c’entra poco con la radice antica della Romagna fatta fatica, di panorami piatti, bianchi di nebbia, della “bassa”. Ma è proprio dalla Riviera che parte la storia del nostro “Detector”. Scavando sotto lo strato superficiale della sabbia si nasconde infatti la vera identità del personaggio e, forse, della Romagna stessa. Nel racconto si inserisce l’opera del pittore scenografo Gino Pellegrini che trasforma, in diretta, partendo dal “foglio bianco di nebbia” di sette metri per tre, una immagine spettacolare. Una performance unica. Un testo divertente e profondo che incarna l’eredità lasciata da Raffaello Baldini.


    Una produzione Patàka srl

     

     
  • Paolo Parmiani 7 marzo 2009 - Sala di Lavezzola ore 21 -Paolo Parmiani in «L'ultima frontiera dell'emozione»

     

    ...un viaggio in compagnia del dialetto e dell'uomo romagnolo, delle sue passioni, dei suoi dubbi e speranze, dei suoi universali drammi tradotti in suoni, atmosfere, versi poetici e non, convertiti in gesti, facce, teatralità. ...forse è proprio la teatralità del dialetto a sostenere ancora oggi, in questo mondo troppo uguale a se stesso, quella profondità del sentire che alimenta la cultura della memoria, che decreta la supremazia del fare, della corporeità e della spiritualità insieme, della presenza sull' assenza. ...un dialetto finalmente non inteso come rivestimento buffo di squallide barzellette, ma come sostanza emozionante di umanità. ...il dialetto come espressione vera di sentimenti, passioni ed emozioni, in una parola sola di umanità. Una non-stop di un'ora e mezza in cui l'attore lughese alternerà momenti esilaranti ad atmosfere drammatiche, anche attraverso gli scritti poetici degli autori popolari più significativi...

     

    Gruppo Teatrale La Compagine

     
  • Giovanni Nadiani 28 marzo 2009 - Sala di Lavezzola ore 21 - Giovanni Nadiani in «Romagna garden»

     

    Giovanni Nadiani, voce recitante; Andrea Bacchilega: batteria e percussioni, Guido Leotta, sax e flauto, Fabrizio Tarroni, chitarre, Alessandro Valentini, trombe e flicorno

     

    Sette storie brevi, ambientate nella Romagna di oggi; un’antropologia mutante raccontata in lingua italiana ed in dialetto. Personaggi di mezza età della provincia romagnola, spaesati nel presente tele-pubblicitario, dove si mastica l’anglo-italiano come un chewing-gum. Un mondo illuso da luccicanti promesse di felicità, immerso in un abbandono sconsolato. Nadiani, poeta dell’oralità, osserva questa sofferta contemporaneità e la racconta con il filtro di un’ironia amara, a tratti davvero comica, com’è tipico del linguaggio dialettale. La sua voce dialoga con il sound dei Faxtet, un quintetto di blue – jazz, con venature etniche e funky. Anche la loro musica parla di una modernità in cerca di radici.